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Revisioni false, nei guai i titolari di un’officina trentina



Nell’ambito dei controlli amministrativi specifici di settore, svolti dalla Polizia Stradale di Trento in collaborazione con la Motorizzazione Civile di Trento, è stato scoperto un modus operandi illegale posto in essere da un Centro di Revisioni operante in questa provincia relativamente alle modalità di revisione di autoveicoli.

I titolari del centro Revisione Mazzola, che si trova a Molina di Ledro, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria competente. La medesima Autorità, ha poi emesso un provvedimento di perquisizione nei confronti dell’officina che è stato eseguito nella mattinata del 21 settembre 2017.

Durante tali operazioni sono stati sequestrati documenti attinenti l’attività illecita posta in essere dal centro revisioni. Durante l’attività d’indagine svolta dalla Squadra di Polizia Giudiziaria sono state esaminate più di 1000 operazioni effettuate dal Centro di Revisione compiute in un anno, riscontrando una decina di gravi irregolarità.

L’attività criminosa scoperta consisteva nel certificare l’idoneità del veicolo revisionato, in particolar modo durante la prova freni, sostituendolo con un altro veicolo applicando su quest’ultimo la targa originale del veicolo sottoposto a revisione.

I responsabili della ditta rischiano il ritiro della licenza, inoltre, tutti i veicoli revisionati irregolarmente potrebbero essere sequestrati preventivamente e richiamati dalla Motorizzazione Civile per nuove verifiche tecniche. Anche i clienti consapevoli della truffa potrebbero rischiare grosse sanzioni.

Ma sono numerosi i trucchetti scoperti dalle forze dell’ordine in tutt’Italia in molte officine dedite appunto a questo tipo di truffe.

Due persone sul cassone del motocarro per alterare la misurazione della frenata, l’utilizzo di un veicolo diverso per la prova dei fumi di scarico, un faro anteriore di un motoveicolo, dotato di autonomo impianto di alimentazione, utilizzato per simulare la prova dell’efficienza. Sono solo alcuni dei trucchi utilizzati dalle officine poi denunciate dagli operatori delle forze dell’ordine in svariate provincie italiane.

In un caso un pick-up ha addirittura passato la prova di revisione senza avere il faro posteriore sinistro, il sedile del passeggero e un pannello di legno la posto del lunotto.